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Dai processi del 1692, che portarono alla morte di persone innocenti, alle streghe più celebri del grande schermo. Un viaggio tra superstizione, letteratura, cinema e fantasia, dove la strega si trasforma da figura temuta a protagonista amatissima. E tra tutte spicca la straordinaria Maga Magò, uno dei personaggi più irresistibili della Disney.
Salem, 1692: quando le streghe erano una terribile realtà giudiziaria
Oggi le streghe appartengono soprattutto alle fiabe, ai romanzi e al cinema. Ma c’è stato un tempo in cui essere accusati di stregoneria significava rischiare la vita.
Nel 1692, a Salem, nella colonia inglese del Massachusetts, una serie di comportamenti inspiegabili attribuiti ad alcune giovani ragazze scatenò un’ondata di paura e accuse. In una comunità profondamente religiosa, attraversata da tensioni sociali e timori collettivi, si diffuse la convinzione che il demonio potesse agire attraverso persone apparentemente comuni.
Fu l’inizio di uno dei capitoli più drammatici della storia americana.
Oltre 200 persone vennero accusate di stregoneria. Diciannove furono impiccate, mentre Giles Corey morì dopo essere stato sottoposto a una brutale pressione con pesanti pietre. Altre persone morirono durante la detenzione.
Tra le vittime ci furono donne, uomini, persone anziane e cittadini rispettati. Non esisteva alcuna prova di poteri soprannaturali: quelle condanne furono il risultato di accuse infondate, fanatismo religioso e gravi ingiustizie giudiziarie.
Salem è diventata così il simbolo universale della persecuzione alimentata dalla paura del diverso.
Ma proprio da quella tragedia sarebbe nata, nei secoli successivi, una straordinaria eredità culturale.
Dalla persecuzione alla fantasia: la strega conquista il cinema
Con il passare del tempo, la figura della strega cambia profondamente.
Non è più soltanto la donna accusata di stringere patti con il demonio. Diventa una creatura misteriosa, dotata di poteri straordinari, capace di rappresentare il male, ma anche la libertà, l’intelligenza, l’ironia e persino la ribellione.
La letteratura romantica, le fiabe popolari e successivamente Hollywood contribuiscono a costruire una nuova immagine della magia.
Nel 1939 arriva una delle streghe più celebri della storia cinematografica: la perfida Strega dell’Ovest de Il mago di Oz.
Interpretata da Margaret Hamilton, con il volto verde, il cappello nero e la scopa volante, diventa l’archetipo della strega cinematografica moderna.
La sua risata inquietante, il castello oscuro e il desiderio di impossessarsi delle scarpette magiche di Dorothy entrano nell’immaginario di intere generazioni.
È una strega cattiva, certamente, ma anche un personaggio indimenticabile.
Maga Magò: il capolavoro di ironia e fantasia della Disney
Nel 1963 la Disney porta sul grande schermo La spada nella roccia, liberamente ispirato alla tradizione arturiana.
E tra i personaggi compare lei: Maga Magò, conosciuta nella versione originale come Mad Madam Mim.
Capelli spettinati, abito rosa e viola, sorriso malizioso e una personalità assolutamente imprevedibile.
Maga Magò non è la classica strega delle fiabe. È vanitosa, capricciosa, dispettosa, incredibilmente potente e soprattutto divertente.
Il suo incontro con il saggio Mago Merlino dà vita a una delle sequenze più brillanti dell’animazione Disney: il celebre duello di magia.
I due maghi si trasformano continuamente in animali e creature fantastiche, cercando di superarsi attraverso l’astuzia e l’immaginazione.
Merlino rappresenta la conoscenza, la pazienza e l’intelligenza. Magò incarna invece il disordine, l’egoismo e il piacere di infrangere le regole.
Alla fine sarà proprio l’intelligenza di Merlino a prevalere sulla forza della sua avversaria.
Eppure, a distanza di oltre sessant’anni, Maga Magò continua a essere uno dei personaggi secondari più memorabili del cinema Disney.
Perché possiede una caratteristica rarissima: riesce a essere cattiva senza perdere il suo irresistibile fascino comico.
È la dimostrazione che una strega può far ridere molto più di quanto possa spaventare.
Malefica, la strega che ha imparato a raccontare la propria storia
Un’altra figura fondamentale è Malefica.
Apparsa nel 1959 ne La bella addormentata nel bosco, rappresenta inizialmente la personificazione del male: elegante, terribile, maestosa e capace di trasformarsi in un drago.
Nel 2014, però, il film Maleficent, interpretato da Angelina Jolie, ribalta la prospettiva.
La strega non è più soltanto la cattiva della storia. Diventa una figura complessa, segnata dal tradimento e dalla sofferenza, capace anche di proteggere e amare.
È una trasformazione importante: il cinema comincia a domandarsi se dietro ogni personaggio malvagio non esista una storia che meriti di essere ascoltata.
Le sorelle Sanderson: quando Halloween diventa commedia
Nel 1993 arriva nelle sale Hocus Pocus, una commedia fantastica destinata a diventare un classico delle celebrazioni di Halloween.
Bette Midler, Sarah Jessica Parker e Kathy Najimy interpretano le tre sorelle Sanderson, streghe della Salem immaginaria del film che ritornano in vita dopo tre secoli.
Il risultato è un irresistibile miscuglio di magia, musica, ironia e avventura.
Qui Salem non è più soltanto il luogo della tragedia storica, ma diventa uno scenario cinematografico dove il folklore viene reinventato per divertire famiglie e ragazzi.
Naturalmente, le streghe del film sono personaggi completamente fantastici, senza alcuna corrispondenza con le vittime reali dei processi del Seicento.
Da Hermione a Elphaba: la magia diventa anche coraggio
Con la saga di Harry Potter, la figura della strega compie un ulteriore cambiamento.
Hermione Granger non è una creatura malvagia, ma una giovane maga intelligente, coraggiosa, studiosa e profondamente leale.
La magia diventa conoscenza, responsabilità e capacità di scegliere tra il bene e il male.
Anche Wicked racconta una nuova interpretazione della strega cattiva dell’Ovest.
Elphaba, interpretata da Cynthia Erivo, è una ragazza emarginata per il colore verde della propria pelle, che si trova a confrontarsi con pregiudizi e ingiustizie.
La domanda diventa allora sorprendentemente moderna: chi decide chi è buono e chi è cattivo?
E quanto spesso una persona viene giudicata soltanto perché è diversa dagli altri?
Perché dopo tanti secoli continuiamo ad amare le streghe?
Forse perché le streghe rappresentano qualcosa che appartiene profondamente all’essere umano: il desiderio di superare i propri limiti.
Volare, trasformarsi, conoscere il futuro, cambiare il destino, sconfiggere il tempo.
La magia cinematografica permette di immaginare tutto ciò che la realtà non consente.
Ma esiste anche un significato più profondo.
Le streghe della storia furono spesso persone perseguitate perché considerate diverse, sospette o pericolose. Le streghe della fantasia, invece, possono diventare figure indipendenti, potenti e capaci di sfidare le convenzioni.
È un cambiamento culturale straordinario, anche se non bisogna mai confondere le vittime storiche con le protagoniste soprannaturali della finzione.
E poi esiste la magia dell’infanzia.
Quella che ci faceva guardare Maga Magò trasformarsi in un drago, Merlino diventare un minuscolo animaletto e la scopa di una strega prendere il volo nella notte.
Una magia che, almeno per qualche minuto, ci faceva credere che tutto fosse possibile.
Da Salem a Maga Magò: quattro secoli di paure, sogni e fantasia
La storia delle streghe attraversa quasi quattro secoli di trasformazioni culturali, dai processi di Salem alle produzioni cinematografiche contemporanee.
Una storia che comincia con la paura e la persecuzione, attraversa le fiabe popolari, incontra la letteratura e finisce per conquistare Hollywood e l’universo Disney.
E forse proprio Maga Magò rappresenta una delle espressioni più felici di questa evoluzione.
Perché riesce a trasformare un personaggio tradizionalmente inquietante in una figura buffa, colorata, geniale e indimenticabile.
Dalle condanne di Salem alle risate davanti a un cartone animato, il mondo è profondamente cambiato.
Ma il fascino della magia è rimasto.
Perché in fondo, anche quando diventiamo adulti, continuiamo ad avere bisogno di una strega, di un mago e di una storia impossibile che ci faccia tornare bambini.
